ELEZIONI DEL CONSIGLIO dell'ORDINE 2019 -2022
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Si approssima il termine di scadenza dell'attuale Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e si passerà a gennaio 2019 a nuove elezioni per rinnovare i componenti che dovranno gestire nel prossimo quadriennio le sorti della nostra Avvocatura in un contesto che non è solo circondariale ma che si espande nell'universo Nazionale ed Europeo: E' tempo di analisi di mancati rendiconti politici della "polis dell'Avvocatura" dal 2012 e dei fatti che si sono susseguiti che hanno sconvolto il gruppo "Avvocati per il Cambiamento" con le dimissioni dal Consiglio dell'Ordine degli integralisti legati al patto segreto della "lotta ad personam" svelato dal Presidente della Fondazione nella lettera di dimissioni dall'Ordine in cui si vantava delle sue bravate e conservava la carica alla quale era stato prima destinato dai suoi ex compagni dell'Ordine, trasformando la Fondazione in una roccaforte elettorale;lo scopo perseguito con atti ostili e persecutori era ed è estraneo allo Statuto della Fondazione ed ai compiti demandati al Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che invece di ammutinarsi,doveva dare impulso e dedizione alla "formazione dei Praticanti e degli Avvocati" che era sovvenzionata dall'Ordine con la elargizione della dotazione annuale evitando di attribuirsi il vanto della gratuità in violazione del "dovere di verità" e di proclamare la propria autonomia gestionale di una scatola vuota allorchè la supervisione e controllo della formazione per legge è devoluta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati.
L'Unione Avvocati che ha scritto la storia incancellabile dell'Ordine di S.Maria C.V. perseguendo ed attuando lo scopo dell'unità aveva inteso l'avvento del "Cambiamento" come necessario apporto "ad meliorandum" ed alla virtuosità forense della colleganza e del valore della tradizione , che tesorizzano le diversità per lo scopo comune.
Il Cambiamento,invece, si rivelò inspiegabilmente un plotone di esecuzione nei confronti del precedente Consiglio e della Fondazione Elio Sticco, che però si è ad oggi decimato tanto che l'originario gruppo richiamato nelle dimissioni Mirra ridotto a cinque nell'attuale Consiglio si trovano in dissenso con gli integralisti che però si sono impossessati del Consiglio di Amministrazione della Fondazione che gestiscono sottraendosi alla supervisione e controllo sulle formazioni attribuito per legge al Consiglio dell'Ordine e continuando a vantarsi della esecuzione del " patto scellerato" di lotta "ad personam" concluso nel 2009 e trasformando la Fondazione in un fortilizio elettorale.
L'armonia tra i due Enti insieme alla intera gestione Unionista è un ricordo che dovrà essere presente agli elettori nella espressione del prossimo voto.
L'Avvocatura non potrà essere perdente nelle prossime elezioni e l'elettore non avrà più scusanti nell'esercizio della propria responsabilità avendo piena conoscenza dei colleghi susseguiti nelle gestioni dal 2012 ad oggi e delle condizioni in cui si ritrova la nostra Avvocatura, non per responsabilità degli eletti ma certamente per responsabilità degli elettori troppo faciloni nel dispensare fiducia.
La scienza pratica dell'avvocato è quella che analizza l'essere in quanto azione nella finalità del raggiungimento della perfezione dell'etica e della politica forense per il bene dell'Avvocatura in cui deve vivere il bene personale.
Nel prossimo voto dovrà essere presente nel votante lo splendore della precedente gestione UNIONISTA, che resta un solido vanto Nazionale, che non solo resiste ma si ingrandisce per la pochezza di questi fomentatori di odio, che si vantano perfino di avere fatto perdere al nostro Ordine il delegato Nazionale nel Comitato della Previdenza Forense con l'aiuto di un crumiro, che si è prestato alla cattiveria .
Ora l'elettore dovrebbe sentirsi nel dovere morale di riparare ai precedenti errori nel proprio esclusivo interesse senza indulgere alle fuorvianti richieste amichevoli.
L'Unione Avvocati che ha scritto la storia incancellabile dell'Ordine di S.Maria C.V. perseguendo ed attuando lo scopo dell'unità aveva inteso l'avvento del "Cambiamento" come necessario apporto "ad meliorandum" ed alla virtuosità forense della colleganza e del valore della tradizione , che tesorizzano le diversità per lo scopo comune.
Il Cambiamento,invece, si rivelò inspiegabilmente un plotone di esecuzione nei confronti del precedente Consiglio e della Fondazione Elio Sticco, che però si è ad oggi decimato tanto che l'originario gruppo richiamato nelle dimissioni Mirra ridotto a cinque nell'attuale Consiglio si trovano in dissenso con gli integralisti che però si sono impossessati del Consiglio di Amministrazione della Fondazione che gestiscono sottraendosi alla supervisione e controllo sulle formazioni attribuito per legge al Consiglio dell'Ordine e continuando a vantarsi della esecuzione del " patto scellerato" di lotta "ad personam" concluso nel 2009 e trasformando la Fondazione in un fortilizio elettorale.
L'armonia tra i due Enti insieme alla intera gestione Unionista è un ricordo che dovrà essere presente agli elettori nella espressione del prossimo voto.
L'Avvocatura non potrà essere perdente nelle prossime elezioni e l'elettore non avrà più scusanti nell'esercizio della propria responsabilità avendo piena conoscenza dei colleghi susseguiti nelle gestioni dal 2012 ad oggi e delle condizioni in cui si ritrova la nostra Avvocatura, non per responsabilità degli eletti ma certamente per responsabilità degli elettori troppo faciloni nel dispensare fiducia.
La scienza pratica dell'avvocato è quella che analizza l'essere in quanto azione nella finalità del raggiungimento della perfezione dell'etica e della politica forense per il bene dell'Avvocatura in cui deve vivere il bene personale.
Nel prossimo voto dovrà essere presente nel votante lo splendore della precedente gestione UNIONISTA, che resta un solido vanto Nazionale, che non solo resiste ma si ingrandisce per la pochezza di questi fomentatori di odio, che si vantano perfino di avere fatto perdere al nostro Ordine il delegato Nazionale nel Comitato della Previdenza Forense con l'aiuto di un crumiro, che si è prestato alla cattiveria .
Ora l'elettore dovrebbe sentirsi nel dovere morale di riparare ai precedenti errori nel proprio esclusivo interesse senza indulgere alle fuorvianti richieste amichevoli.
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