AVVOCATO CASSAZIONISTA UNA VITA DEDICATA ALL'ORDINE FORENSE - GIA' PRESIDENTE DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SANTA MARIA CAPUA VETERE HA FONDATO LA FONDAZIONE CHE PORTA IL SUO NOME E SI CHIAMA F.E.St.

venerdì 3 maggio 2019

DARE SIGNIFICATO AL VOTO CON l'UNIONE

                       
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     LA OPPOSIZIONE POLITICA nel CONSIGLIO dell'ORDINE
                            SAPER SCEGLIERE L'UNIONE
  
LE ELEZIONI al CONSIGLIO dell'ORDINE SONO INDIVIDUALI e NON PER LISTA.
QUALE IL SIGNIFICATO DA  DARE ALLA OPPOSIZIONE POLITICA  NELLO SVOLGIMENTO  DEL RUOLO DI CONSIGLIERE dell'ORDINE.
LA POLIS NELLA FATTISPECIE  E' UNICA CON  LA FUNZIONE DI  APPLICARE LA LEGGE ed I REGOLAMENTI  BENE SOSTENUTA PROPRIO DA CONSIGLIERE DELLA SEDICENTE OPPOSIZIONE NELLA ODIERNA SEDUTA CONSILIARE.
L'INIZIO DELLA SEDUTA HA VISTO LA IMPREVISTA  ASSENZA DEL GRUPPO DI DIGNITA' FORENSE,  CHE RITENEVA DI FAR MANCARE IL NUMERO LEGALE CONDIZIONE DI VALIDITA' DELLA SEDUTA..
FALLITO TALE INTENTO OSTRUZIONISTICO LA PRESENZA DEL GRUPPO SI  E'  RIVELATA UTILE PER FAR  CAPIRE QUALE LA LINEA SCELTA PER ATTUARE L'OSTRUZIONISMO ALLO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITA' CONSILIARE PUR IN CONTRASTO COL   RUOLO DI CONSIGLIERE PER IL QUALE GLI ELETTORI AVEVANO ESPRESSO IL LORO VOTO.
ED INFATTI IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO AVEVA RITENUTO DI MANTENERE I CONSIGLIERI DEL GRUPPO DI DIGNITA' FORENSE NEL RUOLO ASSEGNATO DAL PRECEDENTE PRESIDENTE PER LA NEUTRALITA'  DEL COMPITO  ED ESSI CONTINUAVANO NELLO SVOLGIMENTO COME RISULTA VERBALIZZATO.

IMPROVVISAMENTE NELLA SEDUTA ODIERNA SOPRAVVIENE ULTERIORE SEGNO DI CIECO OSTRUZIONISMO;  INFATTI VIENE PRESENTATO DAL GRUPPO LA RINUNCIA  SCRITTA AGLI INCARICHI ED IL RIFIUTO A SVOLGERE I COMPITI ISTITUZIONALI.
CERTAMENTE NEL VOTO NON C'ERA QUESTA INVESTITURA ALL'OSTRUZIONISMO I MA SOPRATTUTTO MANCAVA IL MANDATO AL  RIFIUTO A SVOLGERE I COMPITI D'ISTITUTO CUI IL CONSIGLIERE E' OBBLIGATO:

TALE RIFIUTO CONDIZIONERERBBE  l'ELETTO ALLE DIMISSIONI PER CEDERE AGLI ELETTI IN LISTA DI ATTESA DI  SOSTITUIRE I RINUNCIATARI.
APPREZZABILE CHI SI  E'' DISTACCATO DA TALE POSIZIONE IRRAZIONALE MA ANCHE  CHI PUR RINUNCIATARIO HA POI COLLABORATO SULLA POSIZIONE LEGALITARIA QUALE DOVERE E COMPITO DEL CONSIGLIERE.
PER NOI CHE CONTINUIAMO A CREDERE NELL'UNITA' DELL'AVVOCATURA  CI AUGURIAMO, CHE RIFIUTANDO L'OMERTA', I COLLEGHI  SAPPIANO  SCEGLIERE l'AVVOCATURA IN UNIONE  PER DARE ORDINE ALL''ORGANISMO CUI APPARTENGONO.
                         
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mercoledì 1 maggio 2019

LO SCONOSCIUTO

                                 
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                                       LO SCONOSCIUTO
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                             CHI E' LO SCONOSCIUTO?
Si è inserito ? nel "cancan" suscitato dalla lista che non ha raggiunto la condivisione della maggioranza degli elettori  nelle recenti elezioni forensi, pur avendo suggestionato parte dell'elettorato,esponendo però oggi il suo vero volto ,essendole mancato il consenso per la "governance"
E' necessaria la sconfitta per imparare a "saper perdere" conservando lo stile, ma nella fattispecie stiamo assistendo ad una  escaletion di arroganza e di vituperio  che dimostra il vero volto della sedicente "DIGNITA
Continuiamo a coprire col "silenzio" questi gravi comportamenti" che non si addicono all'AVVOCATURA, lasciando ai colleghi di riflettere e giudicare per evitare ripetizioni nel futuro.
Ma in questo "cancan" creato dagli  "sconfitti"  si apre lo scenario  di  "sconosciuto" coperto  dall'anonimato..
Si susseguono infatti  telefonate di "fantasmi" di stile  volgare,diffamatorio ed anche minatorio , che ha come oggetto la "FONDAZIONE ELIO STICCO" che è posta al CENTRO dell'ATTENZIONE.. .
E' uno stile ed un linguaggio  che non può appartenere all'Avvocatura per cui l'esponente  è stato  costretto  a sporgere "due denunce" all'AUTORITA'' GIUDIZIARIA" e ne dovrebbero seguire altre.Invero le telefonate continuano con maggiore intensità e sono state estese agli altri componenti dell'attuale maggioranza del Consiglio dell'Ordine"
La "FONDAZIONE ELIO STICCO" è un gioiello di portata Nazionale, sulla quale hanno forse forse  ha suscitato  mire esterne.per cui si sospetta che sia stata posta all'ATTENZIONE di FORZE OSCURE" estranee all'AVVOCATURA.
Si auspica  che le Autorità aprano una indagine su queste telefonate anonime nell'interesse di tutta l'AVVOCATURA, cui rivolgiamo un buon mattino.
                             
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domenica 10 febbraio 2019

IL DILEMMA : "PREDICATORI DI UNITA" OD "OPERATORI DI UNITA' " ?

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                                           IL DOVERE DI VERITA' DIVENTA UTOPIA?
Le nostre elezioni non dovrebbero essere segrete ed avendo l'UNIONE AVVOCATI programmata una campagna elettorale unitaria e cioè senza lista si sono ritrovati inseme   tre candidature autonome in persona di Sticco Elio - Rosanna Raucci Di Resta Antimo che hanno condotto  la propaganda lasciando la libera scelta dei restanti 11 nominativi ai candidati delle altre liste concorrenti.
L'esito elettorale ha premiato questa linea unitaria che sarebbe dovuto proseguire proficuamente nello spazio tra la proclamazione ed l'insediamento fissato per l'8 febbraio 2019 ore 12 , non avendo nessuna  aggregazione raggiunta la maggioranza assoluta per esprimere  la Presidenza e le altre cariche: quindi  il discorso sarebbe dovuto intervenire coralmente in sede d' insediamente; Nel suddetto giorno, ignari dell'accordo concluso tra due aggregazioni ,si riteneva che il discorso si sarebbe dovuto sviluppare nella seduta iniziale ma in data 8 febbraio nell'attesa della
venuta dell'avv.Francesco Buco, Presidente del Consiglio dell'Ordine uscente e deputato all'insediamento del Nuovo Consiglio, si ebbe a percepire  che vi era stato un accordo tra due raggruppamenti sulle eligende cariche sulla Presidenza dell'avv.Ottavio Pannone.
Chiarito ed accettato, dopo faticoso chiarimento, che la Presidenza introduttiva della seduta spettasse all'avv.Francesco Buco (od in mancanza al Consigliere anziano) si apre la discussione sulla richiesta di brevissimo rinvio formulata dall'avv.Sticco che illustrava la necessità di deliberare sulla scelta operata da due raggruppamenti con la convergenza degli altri raggruppamenti non coinvolti precedentemente  che certamente  non avrebbero potuto avere dissenso sui nominativi impegnati operativamente su programma comune avendo prevalenza lo scopo dell'UNITA'  dell'AVVOCATURA e dovendo lasciare "fuori della porta" dispiacenze personali" tanto che avrebbero dato consenso alla scelta dell'avv.Ottavio Pannone nell'interesse generale dell'unanimità quale segno tangibile dell'UNITA' della classe.
Tale proposta di "segno unitario" veniva disattesa e quindi venuta meno la premessa di UNIONE  il proponente insieme all'unico voto favorevole espresso  dall'avv.Rosanna Raucci si allontanava dalla seduta.
L'esito della votazione appreso successivamente segna una grave spaccatura del Foro.
Il Consiglio eletto a maggioranza ha percepito in ritardo che la fretta ha fatto venire meno l'auspicata UNITA' e quindi cerca di riparare con un postumo impegno di "unire" , apprezzando con ritardo  lo scopo del "chiesto rinvio" per  ottenere  che si mettesse  una pietra sulle divisioni ed i conflitti che costituiscono  il male che rischia di incancrenirsi. 
Meritevoli ed apprezzate le dichiarazioni di unità spese dal Nuovo Presidente ma saprà il Nuovo Esecutivo coinvolgere nella gestione partecipativa ed attiva sulla "formazione" e sugli argomenti centrali i Consiglieri i esclusi dalla genesi della "governance" che ha contraddetto già nel metodo  lo spirito unitario? 
La stampa ha dato risalto all'impegno unitario pronunciato dal Nuovo Presidente eletto.
E' certamente un impegno che i due Consiglieri UNIONISTI giudicano lodevole  opportuno e meritevole di attuazione e che dovrebbe coinvolgere nella gestione gli estraniati.
Un impegno che richiede però coesione ed  maturata coscienza Unionista
La storia ha un esempio indelebile nelle Consiliature precedenti al 2012, i cui componenti si erano forgiati  nell' UNIONE   NAZIONALE ITALIANA degli AVVOCATI, PROCURATORI e PRATICANTI,  Associazione operativa,   istituita con atto per notar  Domenico Funiciello del 7 ottobre 1989 e che sopravvive nello scopo primario che recita all'art.3 lettera a) dello Statuto:"perseguire la unità della classe forense sviluppando la mutualità,colleganza e solidarietà e le azioni a tutela della dignità ed eticità della categoria per la migliore fruizione del servizio giustizia"
I due candidati autonomi confermano lo impegno programmatico che è nello scopo principale di "unità"di cui sono portatori riconfermato nella campagna elettorale con apertura di voto per gli altri candidati degli schieramenti in competizione , con possibile esclusione di guerrafondai.
"Se sono rose fioriranno"
Auguri di buon lavoro perchè si sappia diventare "operatori di Unità" e non sciupare questa opportunità .
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martedì 5 febbraio 2019

LA VITTORIA dell'AVVOCATURA NELLE ELEZIONI FORENSI



       CHI VINCE  ALL'ELEZIONI FORENSI
DEL NUOVO CONSIGLIO dell'ORDINE degli AVVOCATI di S.MARIA C.
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Tutti in attesa dell'esito dell'interminabile spoglio delle schede.L'aspettativa per entrare ed infine l'ebbrezza o la delusione.Gli inebriati non si prefigurano quale  i compiti ed il lavoro da svolgere ed  delusi si distraggono inventando i responsabili del loro mancato successo.
L'UNIONE AVVOCATI  conferma  che l'Unità è scopo e mezzo di una Avvocatura che deve essere  meritevole della'UNIONE, che fa parte della nostra "storia", che le urne hanno dimostrato indistruttibile e forse irripetibile
Il problema immediato che investe gli eletti è quello della consapevolezza  del  ruolo che viene ad  assumere  il Consigliere dell'Ordine ,che costituisce un Organo INDIVISIBILE,  che deve produrre "sintesi" nell'interesse della intera Avvocatura, senza trasformare la dialettica in conflitto od in deleterio personalismo.
Un ringraziamento particolare agli elettori che hanno saputo cogliere il messaggio dell' "UNIONE", che sono quelli,che senza clamore, hanno dato un segno di sentimentale fedeltà allo scopo perchè con loro sono tutti vincitori. 


giovedì 17 gennaio 2019

SIGNIFICATO della ELEZIONE FORENSE

                                           
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UN VOTO COSCIENTE per il FUTURO dell'AVVOCATURA                     
Siamo prossimi alle elezioni forensi e scegliamo insieme il Futuro Presidente dell'Ordine Forense che deve essere circondato da "unità di intenti"
L'elettore diventa "artefice responsabile del risultato elettorale"e quindi vi è necessità di riflessione perchè la "governance" sarà frutto         della  responsabilità del votante-
Nel prossimo voto dovrà confluire  la critica che ogni avvocato ha espresso nella frequenza delle aule giudiziarie e tornare indietro quando inebriati dalle  menzogne non distinsero gli idealisti del principio del "cambiamento" ,che   si è inverato in interpretazione della Suprema Corte di Cassazione, recepita da Decreto Legge da quelli che intesero nascondere  la loro cupidigia di potere  dietro quell'ideale  per poi oggi  ammainare la bandiera  del "cambiamento" per mettersi "contro la legge".
Un analisi che va finalizzata a correggersi e certamente senza scopo punitivo senza però tacere su i comportamenti  che meritano la giusta notazione 
 Il merito va attribuito a  chi riconoscendo la purezza del principio ideale del "cambiamento", divenuto regola,  ha inteso rinunciare alla "candidatura" delle prossime elezioni dando l'esempio da "Presidente dell'Ordine" di coerenza e di correttezza.
Tale lodevole atto si è ritrovato di fronte ad una presa di posizione contrastante da parte di "ex sostenitori del "principio del cambiamento".,
L'Avvocatura si è trovata di fronte ad un proclama sbalorditivo i da parte di pseudo sostenitori 
del "cambiamento", che ha lasciato tutti attoniti e sbalorditi che suona una sfida alla legge perchè  annuncia la volontà di tre "incandidabili ed ineleggibili" di mantenere ferma la loro candidatura senza spiegazione.
La irrazionale "violazione di legge" si presenta come un comportamento protervo per conservare un "potere"   
Il proclama non spiega quali le ragioni della  manifestata "violazione di legge" per cui lo stesso andrebbe a configurare un protervo comportamento scaturito dall' attaccamento al potere espresso dall'impadronirsi della FONDAZIONE FEST trasformata in un fortilizio elettorale.
Non è certamente tale atto di buon auspicio  per le prossime elezioni che sorge in  conflitto tra "ex sostenitori del cambiamento" con la "incandidabilità" e la "ineleggibilità" consacrata legislativamente. . 
Una contraddizione che svuota la compagine che, non più ignara, viene coinvolta in quel "pactum sceleris".ad personam di cui si attende si faccia ammenda.
Ed allora si dovrebbe prendere spunto dal "principio di incandidabilità ed ineleggibilità " per trovare la via maestra di una elevazione e cominciare da zero così  "scegliere  insieme  i nuovi  Consiglieri ed il Nuovo Presidente ed a me dare  il piacere di vedere l'Avvocatura Unita .
                                       
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lunedì 26 novembre 2018

"UNIRE l'INDIVISIBILE"- RINNOVO DEL CONSIGLIO dell'ORDINE DEGLI AVVOCATI

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                                  UN VOTO RESPONSABILE
"UNIRE l'INDIVISIBILE" sembrerà una contraddizione ma in queste prossime elezioni di rinnovamento della compagine del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati  l'elettore deve darsi il compito di "UNIRE l'INDIVISIBILE".
ll giudizio dei colleghi che si incontrano frequentando le aule del Tribunale e dei Giudici di Pace sulla gestione del Consiglio dell'Ordine che nel 2012 innalzò il vessillo del "CAMBIAMENTO" è , a dir poco "negativa", ed i risultati scellerati dei guerrafondai è sotto gli occhi di tutti sia sui problemi circondariali che su quelli Nazionali.
Il Foro di S.Maria C.V.  nella graduatoria si ritrova sotto zero e sarà lunga e dura la strada della ripresa..
Si agitano vari raggruppamenti, che sorgono senza  programmi certamente per nascondere le loro responsabilità con gli evidenti risultati  del tradimento del voto al CAMBIAMENTO, che l'elettore aveva interpretato come innesto energetico della gestione UNIONE ma che invece  si è rivelato  la negazione personalistica di questa dimostrata dall'obiettivo di conquistare la FONDAZIONE che è una realizzazione, prima ed unica in tutta Italia,  sulla quale hanno messo gli occhi anche  ignoti estranei, cui bisogna risalire individuando anche  gli autori degli anonimi e loro mandanti che continuano a bombardare componenti dell'attuale Consiglio,fedeli agli scopi ordinistici,  senza ostentazioni di pubblicità ingannevole e violatrici della privacy,
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Gli elettori  subirono all'epoca il fascino di  rinnovare le energie per raggiungere nuovi traguardi utilizzando la storia fulgida  ed i successi ottenuti dalla  gestione "UNIONE", che prendevano il nome  del Presidente dell'epoca,  ma che apparteneva alle sintesi della dialettica svolta da tutti i 15 Consiglieri che esprimevano sempre l'interesse dell'Avvocatura con apprezzamento anche in sede Nazionale, che mutuava le idee, tra cui quella dell'obbligatorietà della "formazione", per rendere competitiva la nostra categoria.

Lo scempio ha caratterizzato questo scorcio temporale di stravolgente  negatività, che dovrebbe essere relegata a  parentesi da dimenticare:  il voto è il mezzo che è attribuito agli Avvocati, che non potranno trovare oggi scusanti perchè l'errore segnerebbe questa volta il suicidio dell'Avvocatura che  ha sempre attinto dall'ingegno e dalle idee espresse dal nostro Foro.
La gestione fulgida della precedente conduzione UNIONISTA ha prodotto quelle invidie e gelosie deviate nell'odio, che il, voto dovrebbe  relegare nell'oblio.
Se il voto verrà espresso senza questa analisi scrupolosa, che rifiuta accattivanti abbracci e baci e releghi nel dimenticatoio i fomentatori di odio ed i guerrafondai, il Foro si S.Maria C.V. non riprenderà mai lo splendore offuscato dai belligeranti, che hanno la sicumera di ripresentarsi dopo avere distrutto quanto è stato realizzato in anni di duro ed amorevole lavoro, meritevole  di una presenza  nel Vostro Voto con la individuazione nella scelta di colleghi di assoluta libertà ed indipendenza ma soprattutto leali interpreti del "bene" dell'Avvocatura senza meschini interessi.
Ponete nel Vostro cuore gli artefici delle sintesi della gestione Unionista,  che seppero  resistere ai  malvagi attacchi  di coloro, che vi carpirono nel 2012  il voto ma che poi dovettero dimettersi dal Consiglio dell'Ordine, che non ebbe a condividere la linea  "extra  ordinem" che troverete ancora nascosta nella compagine dimissionaria  arroccatasi nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione FEST,salvo eccezioni

L'esempio fulgido di: INSERO ANGELO - ZAMPONE AUGUSTO -  RAUCCI ROSANNA - ZAZA d'AULISIO  ALBERTO - DI RESTA ANTIMO - PUGLIESE ANDREA -CARNIELLI GIANCARLO - CINQUE GENNARO -  BARRESI ROBERTO -  VELLUCCI ACHILLE - ELIA UMBERTO  BENCIVENGA ALBERTO - DI TELLA RAFFAELE - QUARTO ALFONSO deve essere annotato per le doti di serietà,ingegno,laboriosità riservatezza i cui risultati pur bistrattati ancora furono malamente utilizzati nei contrasti creati per la lotta "ad personam":
Ed allora passiamo ora spiegarci i l'ossimoro del titolo che vuole essere un messaggio agli elettori.
Non è concepibile un Consiglio disunito  che nei contrasti contraddice alla sua natura di indivisibilità ed è per questo che la responsabilità  del voto è quella di UNIRE pur in composizione dialettica la quale ritrova l' UNITA' della sintesi.
Ma se votassimo candidati,che impersonano l'ostilità preconcetta e creano situazioni conflittuali, certamente ci autolesioneremmo ed il nostro Ordine sfigurato non avrebbe ancora trovato il fondo per risalire.

L'imperativo cui l'elettore dovrebbe adempiere per "UNIRE l'INDIVISIBILE" sarebbe quello di scegliere il candidato  liberamente senza condizionamenti di personale amicizia,di rapporto professionale, di cortesia spesso omissivi  di una analisi sulla indipendenza del candidato nell'attuazione del giuramento, dell'Ordinamento Forense e nel  rapporto coi magistrati e coi  poteri dello Stato contro l'Anti Stato.
 Ora il sistema elettorale è impositivo di una dialettica in quanto prevede la scelta di maggioranza  (n.14 Consiglieri)e quella di minoranza (7 Consiglieri).
Ma  la minoranza non va inquadrata come opposizione ma come quota di impulso dialettico per produrre deliberati di sintesi.
Guai se si interpretasse la minoranza come opposizione preconcetta.
Il sistema elettorale, che esclude i voti di lista, ma prevede solo voti individuali, è anche salvifico di quei candidati che non hanno vissuto questo tormentato periodo e si ritroveranno raggruppati e propagandati in compagini non appropriate.
Il Consiglio deve giungere sempre a deliberati di sintesi di razionale dialettica nell'interesse superiore  dell'Avvocatura in  proiezione sociale
 Ed è per questo che l'opera dell'elettore è quella  di pervenire al voto con  scelta razionalmente oculata, evitando di lievitare l'odio e le ostilità, tralasciando gli abbracci e baci che in questo periodo abbondano,oscurando spesso i veri sentimenti che si trovano nel fondo dei Vostri cuori.
Sappiate quindi  "UNIRE l'INDIVISIBILE"ed allora il successo dell'AVVOCATURA UNITA sarà VOSTRO.
                                                                    La redazione

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domenica 4 novembre 2018

L'ERRORE DEL "CAMBIAMENTO" - RESPONSABILITA' dell'ELETTORE

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            ELEZIONI DEL CONSIGLIO dell'ORDINE 2019 -2022
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       Si approssima il termine di scadenza dell'attuale Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e si passerà a gennaio 2019 a nuove elezioni per rinnovare i componenti che dovranno gestire nel prossimo quadriennio le sorti della nostra Avvocatura in un contesto che non è solo circondariale ma che si espande nell'universo Nazionale ed Europeo: E' tempo di analisi di mancati rendiconti politici della   "polis dell'Avvocatura" dal 2012 e dei fatti che si sono susseguiti che hanno sconvolto il gruppo "Avvocati per il Cambiamento" con le dimissioni dal Consiglio dell'Ordine degli integralisti legati al patto segreto della "lotta ad personam"  svelato dal Presidente della Fondazione  nella lettera di dimissioni dall'Ordine in cui si vantava delle sue bravate e conservava   la carica alla quale era stato prima destinato  dai suoi ex compagni dell'Ordine,  trasformando la Fondazione in una roccaforte elettorale;lo scopo perseguito con atti ostili  e persecutori era ed è estraneo allo Statuto   della Fondazione ed ai compiti demandati  al Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che invece di ammutinarsi,doveva dare impulso e dedizione  alla "formazione dei Praticanti  e degli Avvocati"  che era sovvenzionata dall'Ordine con la elargizione della dotazione annuale evitando di attribuirsi il vanto della gratuità in violazione del "dovere di verità" e di proclamare la propria autonomia gestionale di una scatola vuota  allorchè la supervisione  e controllo della formazione per legge è devoluta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati.
L'Unione Avvocati che  ha scritto la storia incancellabile dell'Ordine  di S.Maria C.V. perseguendo ed attuando lo scopo dell'unità  aveva inteso l'avvento del "Cambiamento" come necessario apporto "ad  meliorandum" ed alla virtuosità forense della colleganza e del valore della tradizione , che tesorizzano  le diversità per lo scopo comune.
Il Cambiamento,invece, si rivelò inspiegabilmente  un plotone di esecuzione nei confronti del precedente Consiglio e della Fondazione Elio Sticco, che però si è ad oggi decimato tanto che l'originario gruppo richiamato nelle dimissioni Mirra ridotto a cinque nell'attuale Consiglio si trovano in dissenso con gli integralisti che però si sono impossessati del Consiglio di Amministrazione della Fondazione che gestiscono sottraendosi alla supervisione e controllo sulle formazioni attribuito per legge al  Consiglio dell'Ordine e continuando  a vantarsi della esecuzione  del " patto scellerato" di lotta  "ad personam" concluso nel 2009 e trasformando la Fondazione in un fortilizio elettorale.
L'armonia tra i due Enti  insieme alla intera gestione Unionista  è un ricordo che dovrà essere presente agli elettori nella espressione del prossimo voto.
L'Avvocatura non potrà essere perdente nelle prossime elezioni e l'elettore non avrà più scusanti nell'esercizio della propria  responsabilità avendo piena conoscenza dei colleghi susseguiti nelle gestioni dal 2012 ad oggi  e delle condizioni in cui si ritrova la nostra Avvocatura,  non  per responsabilità degli eletti ma certamente per responsabilità  degli elettori troppo faciloni nel dispensare fiducia.
 La scienza pratica dell'avvocato è quella che analizza l'essere in quanto azione nella finalità del raggiungimento della perfezione dell'etica e della politica forense per il bene dell'Avvocatura in cui deve vivere il bene personale.
Nel prossimo voto dovrà essere presente nel votante  lo splendore  della precedente gestione UNIONISTA, che resta un solido vanto Nazionale, che non solo resiste ma si ingrandisce per la pochezza di questi fomentatori di odio, che si vantano perfino di avere fatto perdere al nostro Ordine il delegato Nazionale nel Comitato della Previdenza Forense con l'aiuto di un crumiro, che si è prestato alla cattiveria .
Ora l'elettore dovrebbe sentirsi nel dovere morale di riparare ai precedenti errori nel proprio esclusivo interesse senza indulgere alle fuorvianti richieste amichevoli.